Missione 80 – Open Arms

La missione 80 inizia il 2 febbraio 2021. Siamo in mare con soccorritori esperti, un team medico, il mediatore e uno spazio equipaggiato dedicato all’equipe medica. Il 12 Febbraio entrambe le nostre rhibs sono in acqua e si sono messe in contatto con una barca in difficoltà, sulla quale viaggiano 45 persone. Manteniamo le distanze di sicurezza in attesa che vengano date chiare indicazioni su come procedere.

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Veniamo avvicinati da un’imbarcazione libica, che ci avverte di allontanarci dalle acque libiche. Ma come confermato anche dalla Guardia Costiera di Lampedusa, non ci troviamo in acque territoriali libiche.
Procediamo a soccorrere queste 40 persone tra cui 1 bambino di 3 mesi con la madre e tre minori non accompagnati.
Dal momento che questa operazione si è svolta nella zona Sar maltese è stato richiesto alla stessa di provvedere all’assegnazione di un POS o di coordinare l’operazione in modo da assegnarlo.

Dopo esserci consultati con i naufraghi, possiamo confermare che a fronte di tutte le navi presenti nella zona, nessuna di loro ha prestato assistenza fino al nostro arrivo.
Il 13 febbraio 2021 ci offriamo per l’assistenza di un’altra imbarcazione in difficoltà sempre in zona SAR Maltese, ma senza riuscire a parlare con nessun ufficiale dal momento che il telefono è stato riagganciato quando è stata identificata Open Arms dall’altra parte. Chiariamo di aver tentato di comunicare con Mrcc di Malta solo per segnalare la situazione di distress.
Viene chiesta di nuovo la collaborazione per l’individuazione di un POS specificando che l’Italia è il luogo sicuro più vicino dopo che Malta ha rifiutato di concedere un porto idoneo allo sbarco venendo meno ai suoi obblighi.
Riceviamo segnalazione di un’altra imbarcazione in difficoltà, ci troviamo a 74 miglia dalla sua posizione e siamo in grado di dare assistenza.

Ribadiamo che secondo le normative internazionali ogni nave è obbligata a rispondere a casi di distress e dunque comunica che procederemo verso la posizione segnalata. L’imbarcazione in difficoltà in meno di due ore attraverserà l’area Sar maltese e le condizioni meteo peggioreranno in breve tempo.
A questo punto raccomandiamo a itMRCC, RCC Malta e LCG di prendere immediatamente in mano la situazione affinché vengano tratte in salvo le 100 persone che si trovano in difficoltà.

Ci sono circa 100 persone  incluse donne e bambini su una ribber boat grigia sovraccarica.
Malta non sta riuscendo nel coordinamento delle operazioni contravvenendo in questo modo alle normative internazionali.
A causa del maltempo in arrivo, le nostre imbarcazioni addette al soccorso hanno distribuito i giubbetti salvagente per garantire la sicurezza di tutti i naufraghi. Malta infine risponde dicendo che dobbiamo assistere l’imbarcazione in difficoltà come è necessario.
Le operazioni di soccorso si sono concluse con successo nonostante le complicate condizioni meteo. Sono state tratte in salvo 107 persone, tra cui bambini e donne.

A questo punto abbiamo a bordo 147 persone provenienti da due diverse operazioni di soccorso condotte in SRR Malta.

Le condizioni marittime peggiorano rapidamente a causa del vento, che a 40 nodi provoca onde di oltre 3m.
Abbiamo urgenza di ricevere un coordinamento per il raggiungimento di un POS. Malta ci scrive comunicando di non essere nella condizione di fornire un POS e invita Open Arms a rivolgersi al proprio Stato di bandiera.
Scrive a Mrcc di Madrid chiedendo che intervenga per la gestione dell’assegnazione del POS al fine di evacuare le persone a bordo.
Il 14 febbraio 2021 dopo aver scritto a itMRCC segnalando la posizione e la velocità di navigazione, riceviamo via telefono la comunicazione rispetto all’assegnazione del POS di Porto Empedocle. Stiamo viaggiando con 58 minori di cui 53 non accompagnati.

Il 15 febbraio la nave arriva al porto di Porto Empedocle. Il giorno dopo le persone tratte in salvo e i membri dell’equipaggio vengono sottoposti ai tamponi antigenici. I risultati sono stati tutti negativi. I naufraghi adulti vengono trasferiti a bordo della nave quarantena che si trovava a Porto Empedocle, mentre i minori su una struttura a terra.
In seguito alla nave Open Arms viene notificato il provvedimento di quarantena dell’equipaggio di 14 giorni da trascorrere sulla nave in un punto di fonda indicato dalla Capitaneria di Porto.
Il 1 marzo 2021 è finita la quarantena, il 4 marzo 2021 la nave è già tornata al porto di Barcellona.
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