Diritti Umani al Liceo Marconi di Parma

Con il progetto “Educazione ai diritti umani e alle migrazioni per una cittadinanza consapevole, critica e attiva”, abbiamo raggiunto 200 ragazzi e ragazze del Liceo Marconi di Parma.

L’obiettivo era quello di sollecitare una riflessione dialogica su temi complessi come la migrazione, i diritti umani, il viaggio in mare, la fuga dai paesi in guerra o illiberali, il lavoro delle navi umanitarie, ma anche la libertà di movimento, il diritto di ciascuno alla pace e alla felicità. E’ attraverso l’esercizio del pensiero critico, che i ragazzi e le ragazze possono acquistare maggiore consapevolezza del loro ruolo di cittadini e cittadine attivi e trasformativi della società in cui vivono.

Il percorso è stato fatto in orario scolastico, con il coinvolgimento e la partecipazione dei docenti che hanno ritenuto il progetto parte integrante del programma ministeriale e dei fini che esso si propone: educare all’empatia, al riconoscimento e al rispetto delle diversità, all’uguaglianza di tutti e tutte, alla costruzione di una comunità inclusiva. La risposta dei ragazzi e delle ragazze che abbiamo incontrato è stata sorprendente, la curiosità e l’energia con le quali hanno seguito i nostri incontri, hanno dato spessore a ogni lezione.

Giulia, 18 anni, dopo l’incontro sul salvataggio in mare ci ha detto:

“Non avrei mai creduto che un essere umano potesse ritrovarsi in condizioni così disperate, penso che farei anche io la stessa cosa, scapperei, in cerca di felicità”.

Francesco, 17 anni, ha commentato così l’incontro tenuto da Carta di Roma sul ruolo dell’informazione e dei Mass Media nel racconto pubblico:

“ Mi è sembrato molto interessante, e mi ha fatto riflettere sulla difficoltà ad informarsi e informare senza essere di parte. Abbiamo sempre più bisogno di un’informazione limpida, oggettiva e trasparente”.

Sara, un’altra studentessa del quinto superiore, ha trovato gli incontri intrisi di attualità, importanti per la realtà in cui vive, motivo di spunti e di riflessioni anche nella sua vita quotidiana. Le parole dei ragazzi e delle ragazze, restituiscono l’efficacia e l’importanza del progetto proposto, e sono la conferma dell’urgenza di entrare in classe, di dialogare, di chiedere e rispondere, di arrivare là dove c’è ancora un piccolo vuoto, un silenzio da riempire.

Ringraziamo i compagni di viaggio A Buon Diritto, Cecilia D’Elia, e Carta di Roma, per aver accettato il nostro invito ed essere stati disponibili al confronto con studenti e studentesse, il loro contributo è stato prezioso.